Non parla solo di dolore, ma di profanazione silenziosa.Marte non è più corpo inerte: è presenza viva, offesa. Lacrime di un pianeta ridotto a conquista.
Un vortice di energia travolge ogni equilibrio.La forma scompare, resta la forza primordiale.Non ci sono più confini né controllo umano.La natura riprende il suo spazio.