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L'archivio Cristini

               

L’Archivio Cristini nasce per conservare e restituire non soltanto le opere, ma anche la storia umana che le precede e le accompagna. Lettere, minute, contratti, fotografie, atti e testimonianze compongono il racconto di una famiglia attraversata dall’arte, dal lavoro, dai legami affettivi, dalle eredità, dalle perdite e dai conflitti. In queste carte Francesco Cristini non appare soltanto come pittore, ma come uomo: figlio, fratello, nipote, erede di una memoria familiare complessa, capace di attraversare difficoltà e tormenti mantenendo dignità, misura e sentimento. Le voci che seguono non rispondono a un ordine cronologico. Ogni pubblicazione prende forma dal desiderio di condividere un documento, una scoperta o una riflessione.                                                                                                                                                        

Voci dall’Archivio:

…12 Giugno 2004
Il ritrovamento delle icone del SS Rosario di Pentone da parte di mio padre Benito Cristini.
Fra i documenti emersero nel 2025 le fotografie delle quindici icone del Santissimo Rosario di Pentone, di cui avevo sentivo parlare in famiglia, ma non era noto dove fossero conservate. Quel ritrovamento sarebbe diventato il punto di partenza di un più ampio lavoro di ricerca e di ricostruzione storica, culminato nella pubblicazione del catalogo “Sulle orme di Francesco Cristini – I Misteri del SS. Rosario”.

 

Raro documento di accordo tra il pittore Francesco Cristini e il parroco dell'epoca Sebastiano Rubino per la realizzazione delle icone del SS Rosario di Pentone - 1905

…Luglio 2025
Il ritrovamento dell’accordo tra mio nonno e il parroco Sebastiano Rubino del 30 maggio 1905.
Mentre riordinavo i documenti , emerse questo importante documento, pochi giorni prima dell’evento organizzato a Pentone e dedicato alle icone attribuite a mio nonno, prive di firma. Una scoperta che contribuì a rafforzarne l’attribuzione con una testimonianza documentaria dell’epoca. 

 

Raro elogio funebre originale del 1874 per l'Ingegnere Capo del Genio Civile ucciso a Soverato - Pagina 1

…Luglio 1874. L’elogio funebre che ha attraversato più di un secolo
Prima pagina
dell’elogio funebre dedicato all’ingegnere Luigi Cristini, zio di mio nonno e primo Cristini giunto a Catanzaro per motivi di lavoro. Il dossier completo, corredato dai documenti originali, è consultabile nella sezione Documenti.

 


                                    
…Estate, Castellammare di Stabia, 1882
Scritto dalla mia bisnonna al marito, con un significativo  riferimento alla figura e all’amicizia di F.P. Michetti.

Giovedì al giorno venne a trovarci il celebre P. Michetti. Ha voluto farmi il ritratto; io, per contentarlo, ho accettato e venerdì è venuto con la macchina e sia a me che a Ciccillo ce l’ha fatto. Io ero vestita per casa e così ho voluto che fosse rimasto così e, in mezzo al giardino, ce l’ha fatto, mezzo busto. Ma non è venuta bene per niente perché io, ossia la tua sorella, è più bella. È un ritratto misterioso, allo scoperto del cielo. Ti mando solo il mio, perché Ciccillo non è riuscito per niente bene e ti contenterai, ma pensa che non è venuto per niente bene. Te l’ho mandato perché è sempre fatto da un celebre pittore. Le farai fare una bella cornicetta e la metterai nel salotto.   


                                

…Nicola Cristini. Libretto commemorativo, 1885
Ci sono documenti che si leggono molte volte senza coglierne fino in fondo il significato. Questo libretto commemorativo dedicato al mio bisnonno Nicola Cristini, pubblicato a Chieti nel 1885 dopo la sua morte prematura, è uno di questi. L’avevo sfogliato più volte nel corso degli anni, ma non avevo mai prestato davvero attenzione alle date. Solo recentemente ho realizzato che mio nonno Francesco aveva appena sette anni quando perse il padre. Un dettaglio che, improvvisamente, ha dato un volto nuovo alla sua infanzia e alla sua storia. Tra queste pagine emerge il ritratto di un uomo profondamente stimato, ricordato per la sua preparazione, la rettitudine e le qualità morali. Tra le pagine emerge il profondo legame con il fratello Luigi, anch’egli scomparso prematuramente. Nelle sue ultime volontà Nicola espresse il desiderio di riposare accanto a lui. Due fratelli uniti dagli stessi valori, dal lavoro e da un destino che li portò via entrambi troppo presto.   

    

                

…14 Marzo 1916
Questa lettera testimonia la presenza dello studio di mio nonno in Piazza Duomo, aggiungendo un importante tassello alla ricostruzione della sua attività professionale a Catanzaro.  La lettera invita il committente a recarsi nello studio di Francesco, in Piazza Duomo, per visionare l’abbozzo del ritratto della sorella defunta e fornire eventuali osservazioni prima del completamento dell’opera. Firmato Francesco Giglio 

 

                                                      

…Un libretto di risparmio di mio nonno.
Dal 1906 

 

    

…6 Aprile 1933
Campagna apistica dell’anno 1933. È il titolo che mio nonno Francesco scrisse in cima a questo foglio, sul quale disegnò la disposizione del suo apiario e annotò lo stato delle arnie. L’apicoltura fu una passione che lo accompagnò per tutta la vita e che trasmise anche a mio padre Benito. Dalle lettere conservate emerge come il suo miele fosse conosciuto e apprezzato. 

 

                            

…Tropea, 23 Febbraio 1928 
Una lettera che racconta molto più di un incarico. Achille Pucci, del Genio Civile di Tropea è un amico di lunga data di mio nonno. Oltre a proporgli la decorazione e gli affreschi di una chiesa nei pressi di Tropea, gli ricorda il precedente lavoro eseguito per la famiglia Basile di Monterosso, il cui capofamiglia, l’avvocato Paolo Basile, era genero del senatore Pasquale Cordopatri. Gli chiede inoltre, per esigenze personali, di restaurare un arazzo della Madonna del Morelli e di dipingere, su un pezzo di raso, la testa di un gattino a grandezza naturale. Un dettaglio che testimonia la versatilità di mio nonno, che dipingeva con naturalezza anche sulla stoffa.

                                                                                 

                           

…25 Giugno 1916
Permesso speciale per il porto di rivoltella o pistola. 
Documento originale rilasciato dalla Prefettura di Catanzaro che autorizza mio nonno al porto di rivoltella o pistola per difesa personale. Un documento interessante perché aggiunge una descrizione fisica della  sua figura dell’epoca.

 

                                                                                                                     

…Catanzaro, Giugno 1882
Una lettera della bisnonna al marito Nicolino, lontano da Catanzaro per lavoro. Gli racconta dei piccoli Ciccillo e Teresa e, dopo le sofferenze affrontate, gli confida di non desiderare altri figli. Rileggere oggi queste righe fa impressione: anni dopo, rimasta vedova e risposatasi, morirà appena un anno dopo la nascita del suo terzo figlio.
   
                           

…1876 e poi 1906–1907
Un importante prontuario tecnico manoscritto appartenuto al mio bisnonno, l’ingegnere Nicola Cristini, e forse già al fratello Luigi, anch’egli ingegnere, morto nel 1874. Il volume rappresenta una rara testimonianza del lavoro tecnico dell’Ottocento, quando molti ingegneri compilavano e aggiornavano manualmente i propri prontuari di calcolo per l’attività quotidiana. A partire dal dicembre 1906 e fino all’aprile 1907, mio nonno lo riutilizzò come taccuino per le minute delle sue lettere, trasformando questo quaderno in una preziosa testimonianza della memoria della famiglia Cristini.

                       

…Fine Ottocento
Credo sia uno dei pezzi più significativi dell’archivio: un esempio affascinante di devozione popolare e memoria affettiva del diciannovesimo secolo.
L’immagine sacra
Il santino raffigura il Sacro Cuore di Gesù, un’iconografia molto diffusa tra la fine dell’800 e i primi anni del 900.
La ciocca di capelli
Nell’Ottocento conservare i capelli di una persona cara era una pratica comune. Poteva trattarsi di un pegno d’affetto, magari il ricordo di un figlio lontano, o, molto più spesso, di un memento mori, una memoria destinata a mantenere vivo il ricordo di chi non c’era più. Il fiocco di seta verde, oggi sbiadito, fissa con cura la ciocca all’immagine, trasformando un semplice oggetto sacro in un custode di sentimenti profondi. 
Significato storico e familiare
Affidare una ciocca di capelli al Sacro Cuore significava porre quella persona sotto la protezione di Cristo, unendo il ricordo familiare a un gesto di fede.
Nella mia famiglia, il padre di mio nonno, Nicola, morì nel 1885 a soli 39 anni, mentre la madre, Mariannina, scomparve nel 1890 ad appena 30 anni. La cronologia rende molto probabile che questa ciocca sia  legata a uno di questi gravi lutti. Tuttavia, in assenza di annotazioni, l’identità precisa della persona a cui appartennero oggi non è documentabile.

A oltre un secolo di distanza, questa piccola ciocca conserva una forza emotiva sorprendente. È la traccia più tangibile di una presenza che il tempo ci ha consegnato: non più solo un  ricordo privato, ma una silenziosa, straordinaria testimonianza di vita.

                                                                                                               

…Torino, 11 Aprile 1961
“Martedì scorso la Regina d’Inghilterra era a Torino. Noi siamo stati invitati ad incontrarla al ricevimento dato dal Sindaco a Palazzo Madama. È stata una cerimonia simpaticissima. La Regina è molto graziosa e carina. È stata accolta in tutta la città con grande entusiasmo.”
Sono le parole della zia Meta, moglie del generale Camillo Iannelli, in una lettera indirizzata a mia zia Flora, figlia di mio nonno. Una testimonianza che racconta il privilegio di essere stati invitati al ricevimento ufficiale organizzato in occasione della visita della Regina Elisabetta II a Torino.

 

           

 …2007
Quell’anno mio padre Benito progettò la mostra “Dallo spazio alla terra”, accompagnandola con un catalogo già impaginato. La mostra non fu mai realizzata a causa della sua improvvisa scomparsa, avvenuta nel 2008. Di quel progetto resta la testimonianza del suo ultimo percorso artistico e creativo.

 

                

…1915, bozza di lettera scritta da mio nonno al Reverendo Parroco relativa all’eredità paterna.
Le cinque pagine manoscritte del 1915 fanno emergere il ragazzo rimasto orfano che, anni dopo, cerca ancora di capire cosa sia successo ai diritti della sua famiglia. Il valore di queste pagine non risiede soltanto nelle informazioni che contengono, ma anche nel tono con cui sono scritte. Francesco non attacca il destinatario della lettera, ma gli chiede di ascoltare «la voce di questo mio scritto». Non c’è violenza nelle sue parole, ma il richiamo alla coscienza di chi approfittò della sorte di due giovani orfani.
Trascrizione del manoscritto: Al Reverendo Parroco, certamente non avete né voluto di giungervi questa mia, ma essendo essa la conseguenza di una lunga ed incessante spinta non mi è riuscito …….permettermi dall’inviarvela: vorrete scusarmene ed avere la serena disposizione ad ascoltare la voce di questo mio scritto. Dal giorno che …….. nel febbraio del 1907 veniste a trovarci me e mia sorella ….di un  ….strano ed inaspettato messaggio. Dal giorno in cui ….di  2 carte da 500 …..una per ciascuno a me ed a mia sorella giusto la volontà del mandante di cui da quel momento eseguiste …..volontà, da quel giorno in cui …diceste che persona che forse poteva …avuto rapporti di affari con vostro padre ….darmi quella somma e forse poi, ma che ad ogni modo quella ci …..perche quella …era potuto riuscire di formare a forza vi convinse per il prendercela in cambio un perdono da quel giorno che voi rap….non sapessimo ne potemmo nulla dire …… ed un fatto di ….e noi certo …..da quel giorno dunque sono passati ben 15 anni e durante i quali mai ….di allertarla . In questi anni ho cercato di sapere ed ho ….che persona che nella qualità di coltimista o …appaltatore …da Nicola Cristini ….del lavoro pel ponte sul fiume Neto ….qualunque lotto di lavori ….ed augurarle non monete sonanti accettare di aver momentaneamente pagato finezza di affetto camb… approfittando nelle circostanze che nessuno scritto accompagnava …frode mio padre un vilissimo frode. Di pagamenti un bel giorno …le cose ordire mia …….frode ai danni del povero padre dalla quale nacque un aspro ….nel quale mio padre ingiustamente dovette … per così saranno di altre lire 15.000. Erano 15.000 mila lire che dovevano pervenire …a noi ne portaste solo 100. Come dunque? Ecco qui il …? Ed il dubbio che sorge ebbe il rimorso il mandante a tal grado ….a restituzione ….così a posto con la sua coscienza e non fui però …nella scelta ……la sua parte di ingordigia . …..nella ripartizione?

 

…1905, mio nonno, giovane pittore di 27 anni che lavora tra la Calabria e l’Accademia di Napoli non si limita a dipingere: si metteva al tavolo, apriva il dizionario bilingue Italiano/Francese e traduceva di suo pugno le parole di uno dei più importanti periti d’arte di Parigi, Charles Mannheim.  Un documento che testimonia determinazione, cultura e una consapevolezza del proprio valore artistico davvero fuori dal comune per l’epoca.         

 

 

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