Non c’è violenza, non c’è mitologia forzata, ma una delicatezza nuova. L’artista ha voluto salvare Leda dal destino di “personaggio del mito” per restituirle la leggerezza del sogno.
Nel sogno, Leda non è più preda né regina.
Diventa cigno, si libra lieve.
L’incontro con Zeus non l’ha spezzata, ma trasformata
in qualcosa di altro, di suo.
Nel cielo si apre un ombrello di piume:
è un volo interiore, è la memoria del desiderio,
è la grazia che resta dopo l’invisibile accaduto.

